Iniziando il nuovo anno con S. Pio e con Matteo

Se alla fine di un anno ci viene spontaneo ripensare agli eventi e ai momenti più significativi di esso, all’inizio di uno nuovo si affacciano nel cuore speranze e sogni che la mente cerca di incanalare in progetti a lungo o breve raggio.

Esattamente vent’anni fa anche Matteo stava vivendo con emozione e speranza la nascita di quel nuovo anno 2000, tanto atteso e annunciato con assordante fragore mediatico perché chiudeva per l’umanità un millennio e ne apriva uno nuovo. Anche san Giovanni Paolo II aveva pubblicato un’enciclica sull’inizio del terzo millennio della cristianità.

Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio Matteo fu aiutato a progettare non l’anno ma la sua vita intera nientemeno che da san Pio da Pietrelcina, il quale gli apparve in sogno e gli disse: “Se sei riuscito a capire che chi è senza peccato è felice, devi farlo capire agli altri, in modo che potremo andare tutti insieme, felici, nel Regno dei cieli”.

Iniziò così, all’età di nove anni, il desiderio e l’attività di Matteo di ‘evangelizzare’ tutti coloro che gli erano intorno, i familiari, gli amici più stretti, i conoscenti ma, in particolar modo, i suoi coetanei. E lo fece sempre, senza sosta, con modi garbati e simpatici e senza mai mostrarsi presuntuoso. Così riassumeva di questo suo progetto: “Spero di riuscire a realizzare la mia missione di ‘infiltrato’ tra i giovani, parlando loro di Dio (illuminato proprio da Lui); osservo chi mi sta intorno, per entrare tra loro silenzioso come un virus e contagiarli di una malattia senza cura, l’Amore!”.

Una missione, la sua, che sarà accompagnata dal quotidiano ascolto e lettura della Parola di Dio – all’età di nove anni, come impegno quaresimale, lesse tutto il Vangelo di Matteo – ma soprattutto dal vivere la Parola in prima persona partecipando pienamente alla vita della comunità cristiana. Fedeltà alla Parola e alla Chiesa, i due cardini della vita cristiana che Dante così efficacemente riassumeva: “Avete il vecchio e il nuovo Testamento e il pastor della Chiesa che vi guida: questo vi basti a vostro salvamento”.

A noi non capiterà forse mai di avere un aiuto così autorevole come l’intervento di un Santo per progettare il nostro cammino cristiano nell’anno che si apre o nel tempo che ci resta da vivere, ma possiamo prendere esempio da coloro – e sono tanti – che hanno preso sul serio la vita e l’hanno vissuta fino in fondo secondo il Vangelo.

Anche Matteo, in questo suo ventesimo anniversario tutto particolare, ci può aiutare – con la sua vita e con le scelte da lui fatte nella quotidianità – a meglio vivere l’anno che si apre. Auguri!

Francesca Consolini

No! No, non arrenderti, affidati a Dio