30 Ago

RALLEGRATEVI ED ESULTATE – La beatitudine di Matteo

Si è svolto dal 25 al 27 agosto scorso presso il Centro di Spiritualità “Madonna della nova” in Ostuni il Campo  Unitario di Azione Cattolica della diocesi di Brindisi-Ostuni dal titolo “Rallegratevi ed esultate”.

Quest’anno, infatti, l’icona biblica proposta ai soci di AC per accompagnare il loro  cammino associativo è il brano del Vangelo di Matteo sulle Beatitudini.

Il Settore Giovani di Azione Cattolica della nostra Diocesi, nella giornata di sabato 27 agosto, ha voluto  proporre la figura di Matteo Farina come modello di  un giovane che ha incarnato nella sua brevissima vita le beatitudini evangeliche.

Ricordiamo che la figura di Matteo fu scelta anche dal Servizio per la Pastorale Giovanile della nostra Diocesi come icona della Marcia della Fede del 28 marzo 2015 in preparazione alla GMG di Cracovia, dal titolo: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”.

Come non pensare, allora, nell’anno associativo in cui si propone il Vangelo delle Beatitudini, alla figura del giovane Matteo in un momento in cui si è proprio alle soglie dell’apertura della fase diocesana della Causa di Beatificazione?

Sono state chiamate a rendere una testimonianza, alla presenza dei responsabili parrocchiali e degli educatori del Settore Giovani di AC, la professoressa Sabina Bombacigno e la dottoressa Antonella Calò, membri dell’Associazione Matteo Farina.

L’incontro è iniziato con la proiezione di un video amatoriale girato dagli amici di Matteo e dalla sua fidanzata che ha suscitato grande interesse nei giovani presenti. Nel video si delinea infatti la figura di Matteo dai racconti dei suoi amici che hanno condiviso con lui momenti importanti e significativi di crescita e di confronto, ma anche la vita normalissima di adolescenti del nostro tempo tra musica, chiacchierate, scherzi e uscite in comitiva.

Tale “ immersione” nella vita di tutti i giorni ha dato subito la misura della “normalità “ di Matteo, del suo essere giovane in mezzo ai giovani; alla fine del video scorreva infatti una raccolta di immagini  e di foto che hanno mostrato un Matteo solare, amante dello sport e della musica, amico affidabile e sempre disponibile, pronto a consolare tutti e a contagiarli col suo sorriso,  un ragazzo gioioso, in sintesi!

Ed è proprio dalla gioia che Matteo profondeva attorno a sé, che è partita la presentazione della professoressa Bombacigno.

Analizzando i suoi tratti biografici e alcuni suoi scritti  è emersa infatti la gioia come elemento  caratterizzante della sua vita, gioia che il piccolo Matteo, di appena 9 anni, è stato chiamato a testimoniare con tutta la sua esistenza da san Pio che, in un sogno, gli svela il segreto della felicità: ”Se sei riuscito a capire che chi è senza peccato è felice, devi farlo capire agli altri, in modo che potremo andare tutti insieme, felici, nel Regno dei Cieli.”

Ed ecco la duplice accezione della felicità per Matteo: da un lato la felicità su questa terra (per chi è senza peccato), ma dall’altro la Vera Gioia, quella  verso cui tendiamo nel Regno dei Cieli, dove Matteo vuole portare tutti i suoi amici, compagni e conoscenti; a partire da questo sogno, infatti, Matteo si sente febbrilmente investito da questa particolare missione: portare a tutti la gioia di Cristo; per questo vuole “infiltrarsi tra i giovani” per parlare loro di Dio e  per “contagiarli silenzioso come un virus di una malattia senza cura: l’Amore!”

Quando nella vita di Matteo si affacciò, terribile, la malattia, lo scrigno di tesori che la sua anima aveva accumulato fin da bambino con la recita quotidiana del Rosario, le frequenti Confessioni, le partecipazioni assidue all’Eucaristia e il confronto quotidiano con la Parola, costituirono la forza cui attinse per affrontare serenamente e, non suoni strano,  con gioia le prove che la malattia gli riservava; nel suo diario, in cui raccontava lo svolgersi delle giornate durante i frequenti ricoveri ospedalieri, così leggiamo: “Abbattersi non giova a nulla, dobbiamo invece essere felici e dare sempre gioia. Più gioia diamo e più gli altri sono felici. Più gli altri sono felici , più siamo felici noi!”

L’intera esistenza di Matteo è permeata da una gioia profonda che scaturisce dal suo essere radicato in Cristo, dal suo abbracciare con docilità la Croce che gli è toccata, senza mai alcun moto di ribellione o sconforto, e di offrirla per la salvezza delle anime.

Molto toccante, in tema di beatitudini, è la poesia di Matteo che è stata proposta all’assemblea dei presenti:

 PACE

Cos’è questa fantastica gioia?

Mi riempie il cuore, sono estasiato…

Non riesco a dire niente, nessun suono,

se non brevi e soffici mugolii con i quali cerco di far partecipare il mio corpo

a questa estasi dell’anima…

che pace!

Sento il bisogno di pregare come di respirare;

che momento…vorrei non finisse mai.

Vorrei affrontare così tutte le vicende della mia vita.

Un tuffo nella mia anima,

sento i battiti del mio cuore…

ognuno vuole essere un inno di lode a Dio,

ma non ho fiato per gridare…

vorrei poter descrivere questo momento…

ma non trovo altre parole.

I segni più corretti mi sembrano i punti di sospensione…volti all’infinito…

Che pace!

Cosa deve essere il Paradiso?

Cosa deve essere Dio?…”

 

In queste parole, negli aneliti che vi si scorgono, nei puntini di sospensione che stentano a racchiudere l’indicibile, nei punti di domanda, traspare quasi un’estasi di Matteo, un’anticipazione  della gioia e della beatitudine del Paradiso.

Questo ragazzo semplice, solare, disponibile e gioioso dopo la morte ha cominciato a far parlare di sé; nel corso di questi anni la sua fama di santità è cresciuta in maniera esponenziale, tanto che, come ben sappiamo, siamo arrivati alle soglie dell’apertura del processo diocesano informativo sulla vita, le virtù e la fama di santità del giovane Matteo in programma il 19 settembre p.v.

La dottoressa Antonella Calò, intervenuta per concludere la testimonianza, ha illustrato ai giovani presenti lo svolgimento e le varie tappe della Causa di Beatificazione e Canonizzazione sia dal punto di vista tecnico, che dal punto di vista più prettamente teologico spiegando le motivazioni che sono alla base delle decisioni ecclesiali; si è soffermata poi a  enumerare le numerose tracce di santità emerse nel corso di questi anni, unitamente a importanti testimonianze di grazie ricevute e al grande favore di pubblico che tutti gli eventi organizzati per ricordare Matteo hanno riscontrato. E’ certo che quello che si sta per aprire è un tempo di grazia per tutta la nostra diocesi, ma principalmente per i giovani delle nostre parrocchie  che hanno tanto bisogno di modelli autentici e attuali.

Riportiamo, quindi, per concludere, un’esortazione contenuta in una  lettera scritta da Serena, la fidanzata di Matteo,  nel primo anniversario della sua morte che è stata letta a conclusione della testimonianza ai giovani di Azione Cattolica e che consegniamo come augurio a tutti i giovani della nostra Diocesi:

“…Usciamo dalla mediocrità, dal conformismo, da una cultura che ci vede vuoti, apatici, capaci solo di trastullarci e perdere il nostro tempo in sciocchi e pericolosi momenti di svago. La Vita, quella con la V maiuscola è diversa; ce lo ha insegnato Matteo che, lungi dall’essere triste e noioso, ha saputo trasformare in letizia e gioia per gli altri anche il significato dei momenti più dolorosi della sua vita…

Come il vento.. soffia tu, Matteo, nelle vele della nostra vita e di quella di tutti i giovani…aiutaci dal Cielo.”

section-icon

"E poi un giorno la luce, il pianto, non di sofferenza, ma quasi di commozione..."

Invia la tua Testimonianza