07 Ott
Il Rosario nella vita di Matteo Farina: una biografia in forma di misteri
Il Rosario è stato per Matteo Farina una preghiera quotidiana e fedele: ne abbiamo contezza immediata leggendo della sua vita. Pregando il Rosario, il cristiano riesce a leggere la propria vita meditando la vita di Cristo, a fare esperienza di Lui. Il giovane brindisino ha vissuto il Vangelo con tale trasparenza che la sua stessa storia attraversa tutti i misteri: gioia, luce, dolore e gloria.
I misteri gaudiosi: la gioia delle origini
I misteri gaudiosi ci fanno meditare sull’inizio della vita di Gesù: l’Annunciazione a Maria, la Visitazione a Elisabetta, la nascita di Gesù, la presentazione del Bambino al Tempio e il ritrovamento di Gesù fanciullo nel tempio.
In questi misteri ritroviamo semplicità, scene di famiglia, la crescita silenziosa del Nazareno.
La vita di Matteo comincia così: nasce in una famiglia serena, dove si respira la fede, e una gioia naturale che lo accompagna fin da bambino. La sua infanzia è un luogo di promesse: nessun evento straordinario, semplicemente la bellezza delle cose quotidiane. Matteo cresce con un cuore aperto, capace di stupore e di amore. Impara la fiducia, la gratitudine, la tenerezza verso gli altri.
I misteri luminosi: la luce della missione
I misteri luminosi (il battesimo nel Giordano, le nozze di Cana, l’annuncio del Regno, la Trasfigurazione e l’istituzione dell’Eucaristia) sono i misteri della manifestazione: Gesù che si rivela, che opera, che annuncia.
Nella vita di Matteo questa luce appare presto. Nel corso della sua adolescenza la sua fede si fortifica in una scelta personale e Matteo sente che la sua missione è portare Cristo ai giovani, con semplicità e coraggio. La sua capacità di parlare ai coetanei, di ascoltare, di incoraggiare, è un riflesso della luminosità di Cristo: Matteo fa luce non perché fa cose straordinarie, ma perché vive con limpidezza.
Il Rosario, proprio in questi anni, è la sua bussola: una preghiera che gli dà equilibrio, che gli insegna a guardare gli altri con lo sguardo di Maria, che lo rende credibile, sereno, capace di testimoniare.
I misteri dolorosi: la prova della malattia
I misteri dolorosi costituiscono la parte più intensa: l’agonia, la flagellazione, la corona di spine, la croce da portare e la morte su di essa.
Questi episodi della vita di Cristo raccontano la lotta, la fatica, la solitudine fino alla consegna totale nelle mani del Padre.
La malattia di Matteo arriva improvvisa, come cala la notte. Proprio nel buio di questa notte, il Rosario diventa la sua preghiera più vera. Non è una devozione ripetuta per abitudine, è una corda a cui aggrapparsi. Respira seguendo il ritmo delle decine, e nella sua agonia sente la compagnia di Cristo che non lo abbandona.
Nei misteri dolorosi, Gesù non fugge la sofferenza: la attraversa. Matteo fa lo stesso. La sua serenità, la sua capacità di non lamentarsi, la sua attenzione agli altri anche quando soffre, sono la traduzione concreta di questi misteri nella sua vita. Pregare il Santo Rosario gli permette di restare nella prova senza perdere la pace.
I misteri gloriosi: la vita che si compie
I misteri gloriosi parlano della risurrezione, dell’ascensione di Cristo al cielo, della Pentecoste, e infine dell’assunzione e incoronazione di Maria.
La morte di Matteo, a soli diciannove anni, non è una sconfitta: chi lo ha conosciuto testimonia che negli ultimi giorni Matteo non perde la fiducia, né la sua dolcezza. La sua vita giunge a compimento, aprendosi alla gloria promessa ai discepoli di Cristo. Una gloria discreta su questa terra, ma vera.
Il Rosario, che lo ha accompagnato fin dall’infanzia, diventa la porta attraverso cui Matteo entra nella vita piena. La fine della sua storia terrena, inizio della vita nuova.
Una vita che diventa preghiera
Guardando la vita di Matteo attraverso i misteri del Rosario, scopriamo che questa preghiera così umile è stata il ritmo della sua esistenza. Gioia, luce nella missione, dolore della prova, la gloria della vita nuova: Matteo ha attraversato tutto questo con la semplicità dei santi.
Il Rosario non consiste in parole da ripetere meccanicamente. È la contemplazione della storia di Gesù e di Maria. Una storia che, in Matteo, è ridiventata vita.
Di Giuseppe Giorgio Colabufo