18 Giu

SOLENNITA’ DEL SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – Anno C

Dal Vangelo di S.Luca, Cap.9, vv,11-17

Il vangelo di oggi, con il racconto della moltiplicazione dei pani, ci mostra un Gesù che ricalca perfettamente le caratteristiche dell’ ‘uomo nuovo’.  Le sue parole, i suoi gesti, la sua attenzione verso i bisogni di chi gli sta accanto, svelano l’amore premuroso di un cuore che è un tutt’uno con il padre e con i fratelli,

Il racconto si apre con Gesù che annuncia il regno di Dio e guarisce quanti hanno bisogno di cure .

Molta folla lo ha seguito mossa anche da bisogni materiali e Gesù non si è tirato indietro, anzi, all’invito degli apostoli di congedare quel gran numero di persone, è lui stesso a volersene fare carico. E dona loro più di quanto sarebbe stato lecito aspettarsi: l’annuncio del Regno e un pane che sazia la fame di tutti.

Il miracolo si svolge in una regione solitaria al calar del sole. Tutto quanto pone in risalto l’impossibilità umana di risolvere il problema. Ma, proprio là dove le capacità umane si scontrano con i propri limiti, Gesù permette di andare oltre, perché “nulla è impossibile a Dio”.

Al versetto 16 è significativa la sottolineatura data ai verbi dell’azione di Gesù:prese i  cinque pani,  alzò gli occhi al cielo,… li benedisse, li spezzò, li dava…E’ evidente l’allusione all’ Ultima Cena, come pure all’apparizione ai discepoli di Emmaus. L’eucaristia è sorgente di carità: nasce dall’amore di Cristo e diventa radice dell’amore tra i fedeli riuniti attorno allo steso pane e allo stesso calice.

Gesù appare come il Salvatore che si fa carico dei bisogni di una umanità affamata dell’annuncio del Regno di Dio, di salute fisica e di un pane che sazia veramente. La liturgia di oggi ci invita infatti a pensare anche a un’altra fame che tormenta l’uomo, anche se questi non sa bene decifrarla: la fame spirituale di Dio.

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Tutto il rito della Messa  si può leggere alla luce del Vangelo di oggi:

  1. Dio convoca il suo popolo (riti d’inizio): come l’Eucaristia domenicale ci fa sentire comunità? Perché è troppo spesso segno imperfetto e sbiadito?
  2. Dio parla al suo popolo (liturgia della Parola): quale apertura abbiamo alla Parola di Dio? Sappiamo leggere la storia – e la nostra storia personale- come luogo in cui la Storia della salvezza si sta realizzando?
  3. Dio invita a mensa il suo popolo: siano consapevoli di essere anche noi , come il pane e il vino, come il Figlio, presi, scelti ed eletti?
  4. Dio manda il suo popolo: il pane serve per vivere, l’Eucaristia per diventare cristiani. Come traduciamo nella vita l’Eucaristia celebrata?
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"E poi un giorno la luce, il pianto, non di sofferenza, ma quasi di commozione..."

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