Ascensione del Signore – Anno A

24 maggio 2020

“Andate e ammaestrate tutte le genti “

Dal Vangelo secondo Matteo, Capitolo 28, versetti 16-20

La liturgia di oggi ci presenta il brano finale del vangelo di Matteo, in cui egli concentra temi teologici che gli sono cari.

Si conclude il tempo della presenza visibile di Gesù in mezzo ai suoi e si profila l’inizio del tempo della Chiesa, che è anche il tempo degli Apostoli, degli Evangelisti, ed anche il tempo della scrittura del Vangelo.

Secondo il nostro testo, il tempo della Chiesa è caratterizzato da una diversa presenza del Risorto con i suoi, e da un comando fondamentale che Egli affida alla comunità: l’evangelizzazione. Il programma è questo: “Andate dunque e ammaestrate tute le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”(v.19).

I versetti 16-17 ci presentano l’apparizione di Gesù: la scena è ricca di aspetti teologici; il Risorto non si lascia avvicinare o toccare, proprio per sottolineare la sua realtà trascendente e la novità di vita nella quale è entrato con la risurrezione. L’incontro si verifica ‘su un monte’, e questa indicazione è chiaramente simbolica: come Mosè, sul monte Nebo, dopo aver passato le consegne a Giosuè, si separa dal popolo che ormai sta per entrare nella terra, così Gesù, che è già entrato nella gloria attraverso la sua morte, si congeda dai suoi, dopo averli associati al suo potere.

Nella Galilea dove erano stati chiamati per la prima volta, i discepoli vengono ora nuovamente chiamati e ricevono una missione molto più ampia.

Gesù parla poi ai discepoli. Le sue parole sono articolate in tre momenti:

al v.18b abbiamo un ‘detto di rivelazione’, al quale segue una ‘istruzione sulla missione’ (vv.19-20a), cui segue una promessa (v.20b).

La prima parola afferma che Dio ha  affidato a Gesù ogni potere. Se sul monte della tentazione satana aveva proposto a Gesù ogni potere in cambio di un gesto di adorazione, qui sul monte ora Egli proclama che, avendo sconfitto satana, ha realmente ricevuto il potere dal Padre. Questo potere –che gli deriva in pienezza dalla Risurrezione- egli lo trasmette come compartecipazione alla sua Chiesa, che invia in missione.

Compito della missione della Chiesa è di introdurre in una relazione personale con Gesù tutte le nazioni; è fare in modo che l’esperienza dei discepoli, fino ad ora limitata nel tempo, diventi universale: con la loro condotta di vita essi devono mostrare cosa voglia dire vivere secondo la volontà del Padre. Ciò si rende concretamente possibile attraverso il battesimo (v.19b).

Infine, assicurando i discepoli con l’esclamazione del v.20: “io sono con voi”, Gesù garantisce ai suoi di stare loro sempre accanto, e questa promessa vale per tutti i credenti, di tutti i tempi.

Il Risorto inaugura con la sua Ascensione al cielo il tempo della Chiesa, che durerà fino al suo ritorno glorioso e definitivo.

No! No, non arrenderti, affidati a Dio