“Per superare lo sfruttamento delle risorse e l’inquinamento, occorre puntare sinergicamente sulle risorse rinnovabili e pulite” Non è più tempo di rinviare le scelte necessarie (pazienza della Terra permettendo) L’energia è vita. Ed è anche il motore della società umana. Con il tempo e lo sviluppo umano l’energia ha rappresentato, infatti, qualcosa in più: un valore aggiunto che spingeva all’abbandono della sola forza animale e fisica e portava all’utilizzo di nuove macchine, figlie dell’evoluzione tecnologica umana. Nasceva, allora, la necessità di utilizzare fonti energetiche affidabili ed efficaci. Molto tempo è passato da quando l’uomo ha capito che un pezzo di legno che brucia può essere utilizzato oltre che per riscaldarsi anche per altri usi. A partire dall’utilizzo di questa primordiale, ed ancora attuale, forma di energia, l’umanità ha fatto passi da gigante, imparando ad utilizzare, anche se non sempre a dominare, il fuoco, l’acqua ed il vento. Ha utilizzato al meglio il carbone a cominciare dalla prima rivoluzione industriale e lo ha fatto per produrre energia (macchina a vapore di J. Watt, 1769) in modo semplice e pratico: il combustibile, cioè una sostanza che produce energia termica in particolari reazioni chimiche dette “di combustione” (come, appunto, il carbone), brucia rilasciando calore e permettendo, così, ad una certa quantità d’acqua di trasformarsi in vapore, la cui potenza è utilizzata per il funzionamento di una macchina. Oggi l’uomo utilizza, nella maggior parte dei casi, l’energia del vapore trasformandola quasi direttamente in corrente elettrica, come avviene nelle moderne centrali termoelettriche: il vapore prodotto è convogliato nelle turbine che, girando, producono corrente elettrica. È questo il funzionamento generale di tutte le centrali a combustibili, come il carbone, il gas naturale, il petrolio ed i suoi derivati. L’efficienza di queste centrali e di tutte le macchine che usano queste sostanze per ottenere energia è abbastanza elevata, ma i problemi sono numerosi, perché tutti i combustibili, ed in particolare i combustibili fossili (carbone e petrolio, per intenderci) sono fonti di energia esauribili ed inquinanti. È indispensabile, ed oserei dire vitale, la ricerca e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili ma egualmente efficaci. Un primo passo è stato fatto con la costruzione di centrali nucleari, che ricavano l’energia dalla scissione nucleare dell’uranio. In questo modo si evita l’emissione di gas nocivi in atmosfera, ma resta il problema delle scorie radioattive prodotte dalle centrali atomiche, pericolose per l’uomo e la vita biologica perché provocano mutazioni genetiche, malformazioni, tumori. Il loro smaltimento è complesso e di non facile soluzione. Altro passo avanti, con il progredire della ricerca e della sensibilità ambientale, è l’utilizzo di combustibili derivati da fonti rinnovabili quali le biomasse, ricavati da colture naturali. Proprio perché ricavate da produzioni agricole, sono rinnovabili, ma occorrono spazi immensi per le coltivazioni che, nei Paesi in via di sviluppo sono ottenuti a danno delle foreste che sono bruciate per far posto a queste coltivazioni che, a loro volta, tolgono terreni preziosi all’agricoltura. L’inquinamento e i danni che ne derivano sono enormi, e non è nemmeno tanto ecologico, rispetto ai combustibili tradizionali, il combustibile che ne deriva. Tra le fonti di energia sicuramente pulite troviamo: i pannelli e le torri solari, che sfruttano il sole, anche se in modo diverso; le pale eoliche e le centrali idroelettriche, che producono energia grazie al moto rispettivamente indotto dal vento e dall’acqua; le centrali geotermiche, che ricavano il calore direttamente dall’interno della Terra; le centrali elettriche che sfruttano le maree, il moto ondoso e la differenza di calore del mare. Nel futuro ci saranno, sicuramente, altri sistemi più creativi ed efficienti per produrre energia pulita, anche se l’impatto ambientale non è trascurabile. Ma anche se l’umanità ha già a disposizione tecnologie amiche dell’ambiente e della vita, sul nostro pianeta l’inquinamento aumenta e non accenna a diminuire, principalmente a causa delle emissioni di “gas serra”, come l’anidride carbonica, prodotti dall’utilizzo umano di combustibili fossili. Questi gas sono a loro volta tra i maggiori responsabili (non i soli, però, perché un vulcano, pur naturale, può eruttare in poco tempo tante sostanze quanto l’intera produzione industriale umana dalla sua nascita ad oggi) di un fenomeno che intrappola le radiazioni solari provocando un progressivo aumento della temperatura globale (il cosiddetto effetto serra). Questo ed altri fenomeni di inquinamento sono parte di una reazione a catena che sta mutando l’ecosistema del nostro pianeta: scioglimento dei ghiacci polari e dei ghiacciai, innalzamento del livello del mare, erosione di ampie zone costiere, desertificazione. Sono alcuni dei numerosi problemi che dobbiamo imparare a capire e risolvere, senza contare altri tipi di inquinamento che il nostro stile di vita ha prodotto. Ma dal momento che l’energia è il motore della vita, come è possibile che proprio la produzione di energia è causa di gravi attentati alla vita del nostro pianeta? Non è giunta l’ora di invertire la rotta? O forse l’uomo preferisce continuare a prosciugare le risorse della Terra fino a pagarne le terribili conseguenze? Sembrano domande retoriche, le cui risposte sono ovvie, ma le cose stanno diversamente, come dimostra il non impegno di alcuni tra i maggiori Stati del mondo (vedi firma al “protocollo di Kioto”) alla diminuzione del gas serra. Gli USA e la Cina non ritengono validi gli studi sulle conseguenze derivanti dall’inquinamento umano e sono preoccupati più dello sviluppo economico. Non appoggiamo i catastrofisti, ma una cosa è però certa: il petrolio ed il carbone non sono eterni e sono in via di esaurimento; il prezzo del petrolio è alle stelle e non tarderà il momento in cui non sarà più conveniente il suo utilizzo. Che cosa succederà, quindi, a breve termine? Storicamente sappiamo che l’uomo ha le capacità per risolvere i problemi. Nel 2007 la produzione mondiale di energia solare è cresciuta del 30% rispetto al 2006; il costo di 1 watt solare è sceso a 3-4 dollari oggi, mentre solo a metà degli anni Ottanta superava i 27 dollari. Il problema può dunque essere risolto. Al Gore ha dimostrato come le tecnologie ad energia pulita attualmente esistenti sarebbero già sufficienti per arginare di gran lunga l’inquinamento globale. Secondo un calcolo fatto dall’ENEA, basterebbe costruire, come suggerisce Carlo Rubbia, sullo 0,3% del deserto del Sahara delle efficienti torri solari, per avere tutta l’energia necessaria al pianeta. Basti pensare che in 6 ore arriva sui deserti dalla nostra stella, il sole, tanta di quell’energia che sarebbe sufficiente per tutta l’umanità per un anno! Questo calcolo del fisico tedesco Gerhard Knies, smentisce, tra le altre cose, la fama di scarsa efficienza dei sistemi ad energia solare. Sul fronte del risparmio energetico, poi, basterebbero alcune modifiche nelle nostre abitazioni e negli stili di vita: maggiore isolamento termico, lampadine a basso consumo, elettrodomestici ad alta efficienza, meno spreco. Insomma la rotta si può invertire. Ma ci assale un dubbio: l’umanità vuole veramente risolvere il problema energetico o si è arresa da tempo agli egoismi dei prepotenti? Comunque vadano le cose, l’energia è necessaria per la nostra civiltà e senza energia semplicemente non c’è civiltà. Sta a noi scegliere: o costruirci un futuro migliore promuovendo la cultura del risparmio energetico e l’utilizzo sinergico delle diverse fonti di energia pulite e rinnovabili o soccombere per un qualche disastro ambientale o sociopolitico dopo aver esaurito tutte le risorse. Continuerà la Terra ad avere pazienza mentre noi discutiamo delle scelte da fare?
Matteo Farina

No! No, non arrenderti, affidati a Dio