XXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

1 settembre 2019
Dal Vangelo secondo Luca, Cap.14, versetti 1. 7-14

“Chi si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”

Gesù è ospite di un fariseo: Colui che offriva il banchetto aveva invitato con Gesù altri commensali, dottori della Legge e…farisei (v.3). Arrivano gli ospiti e si mettono a tavola; Gesù li osserva mentre tentano di occupare i primi posti, quelli più vicini al padrone di casa (vv.7-11). Era risaputo che tra i farisei vi era una vera e propria competizione per ottenere il primo posto; essi cercavano gli onori : il primo posto nelle sinagoghe e nei banchetti, i saluti sulle pubbliche piazze.
Gesù rivolge agli invitati una parabola, ma in modo da non offendere né ferire i presenti: “Quando sei invitato a nozze da qualcuno …” (v.10). Gesù dà una regola di prudenza: non è prudente occupare il primo posto quando si arriva per un pranzo; chi gode di maggiore reputazione di solito arriva all’ultimo minuto, conviene allora mettersi all’ultimo posto, così se il padrone di casa attribuirà un posto più elevato, si sarà onorati di fronte a tutti.
La parabola sulla scelta dei posti viene interpretata per mezzo di una ‘sentenza’ :”chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”(v.11). tale sentenza promette il rovesciamento delle situazioni, una valutazione totalmente diversa da quella degli uomini: solo se ci si riconosce piccoli davanti a Dio è possibile la vera conversione, quella che introduce nel Regno di Dio, perché l’atteggiamento più contrario alla conversione è proprio la presunzione circa la nostra superiorità e giustizia.
Gesù “disse poi a colui che l’aveva invitato…”quando offri un pranzo o una cena invita poveri, storpi, zoppi, ciechi… “(vv.12-13). Per chi riceve i commensali Gesù dà un consiglio sempre valido: l’invito al banchetto deve significare un amore disinteressato, e non l’attesa di una contropartita. Occorre invitare quelli da cui non ci si può aspettare un invito in contraccambio. E ciò mentre era ancora in vigore, nella comunità di Qumran, quanto leggiamo nella Regola :
“Nessuna persona colpita da una delle impurità umane entri nell’assemblea di Dio. Ed ogni persona colpita da queste impurità,è inadatta ad occupare un posto nell’adunanza, ed ogni persona paralizzata nei piedi o nelle mani, o sorda o muta …Tali persone non entrino per prender posto nell’adunanza degli uomini di buona reputazione”.
L’Eucaristia a cui partecipiamo non ammette discussioni per la precedenza o privilegi di sorta, ci domanda al contrario di metterci al servizio gli uni degli altri. Il ‘banchetto’ descritto dall’evangelista Luca e il racconto dell’Ultima Cena, con le parole di addio da parte di Gesù, si incontrano imponendoci lo stesso atteggiamento di ‘servizio’ reciproco , nell’amore.
Una bella celebrazione del pasto profano deve servirci da ‘tirocinio’ e da ‘preparazione’ al banchetto eucaristico, e a quello escatologico.

No! No, non arrenderti, affidati a Dio