13 Feb

VI Domenica anno B

“Se vuoi puoi guarirmi…”

Dal Vangelo secondo Marco, Capitolo 1, versetti 40-45

La lebbra rendeva ‘impuro’ colui che ne veniva colpito, lo escludeva dalla società e dalla partecipazione al culto. Doveva vivere isolato, ‘fuori dell’accampamento’ (cfr. Esodo, 9, 1-12).

E poiché solo Dio poteva liberare della lebbra, Gesù che guarisce il lebbroso si presenta come la persona stessa di Dio.

Fin dall’inizio (v.40) il lebbroso si sottomette alla volontà di Gesù, di cui riconosce il potere di guarire: “Se vuoi, puoi mondarmi”. La frase è importante perché si riteneva che la guarigione dalla lebbra dipendesse unicamente dalla benevolenza divina.

Al v.42 vediamo Gesù che, anziché venir contaminato dal lebbroso, gli comunica la sua santità :”subito la lebbra si allontanò da lui e fu purificato”.

Gesù incontra, tocca colui che tutti evitavano mostrando così che la vera sporcizia e impurità è quella di chi rifiuta di sporcarsi le mani per gli altri.

Ma appena accordata all’infelice la guarigione, Gesù sembra pentirsi del favore fatto. Strapazza il pover’uomo e  lo allontana dopo avergli ingiunto di non raccontare ciò che è avvenuto. Da parte di Gesù infatti, permettere che lo si proclami Messia prima che la sua  morte abbia rivelato la vera natura della sua missione, significa agevolare la trama del demonio, che spinge i giudei a confondere il Regno di Dio con un regno terreno.

Sarà la vita stessa del lebbroso guarito a rendere testimonianza, ed essa inizia con l’offerta del sacrificio prescritto, che lo pone con verità di fronte a Dio, l’unico che può purificare dalla lebbra e da ogni impurità.

Ma (v.45) il miracolato non può non narrare dell’incontro straordinario che gli ha permesso di continuare a vivere, e diviene ‘annunciatore’ di ciò di cui ha fatto esistenzialmente l’esperienza; ne nasce un entusiasmo da parte delle folle nei confronti di Gesù, il quale però si sottrae loro: Egli si nasconde, impone il silenzio, perché lo stile di Dio è la discrezione. Chi nel miracolo vede solo un fatto stupefacente se ne dimentica presto; solo chi vi ha intravisto la presenza di Dio inizia un itinerario di fede verso la scoperta di quel continuo miracolo che è la vita umana, all’insegna dell’amore.

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"E poi un giorno la luce, il pianto, non di sofferenza, ma quasi di commozione..."

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