Solennità del Corpo e del Sangue di Cristo – Anno A

14 giugno 2020

“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna…”

Dal Vangelo secondo Giovanni, Capitolo 6, versetti 51-58

“Come può costui darci la sua carne da mangiare?” (v.52). Queste parole di Gesù non sembrano a noi così scandalose come sono apparse agli ebrei che lo ascoltavano, perché a loro era proibito dalla Legge bere il sangue. Inoltre noi sappiamo che l’Eucaristia è il pane e il vino consacrati e dati a noi come cibo e bevanda spirituali.

Eppure non sarebbe male per noi, in questa festa, avvertire almeno un po’ lo scandalo delle parole di Gesù, che promise di dare se stesso come cibo. Ci farebbe bene sentire un po’ di meraviglia davanti all’inaudita grandezza dell’offerta che il Cristo ci fa: “Chi mangia questo pane vivrà in eterno”(v.54). Meravigliarsi significherebbe che prendiamo sul serio queste parole, che ci domandiamo che senso abbiano per noi, che rischiamo invece di annullarle in una pratica religiosa abitudinaria.

Dobbiamo allora chiederci, oggi, se crediamo davvero che nutrirci del Pane eucaristico è possedere la vita eterna, essere cioè assimilati a Gesù. E dovremmo anche domandarci se il nostro atteggiamento verso l’Eucaristia lascia trasparire questa nostra fede.

L’Eucaristia è infatti l’evento in cui si sono realizzate le promesse dell’A.T. e, mediante il dono dello Spirito, ci fa vivere da risorti.

L’Eucaristia è la presenza dell’atto con cui il Figlio si è affidato al Padre nella morte di croce. Partecipandovi, noi ci associamo all’atto di obbedienza di Gesù al Padre.

Ecco perché l’Eucaristia  è ‘tutto’: essa richiama e contiene in sé l’intera storia della salvezza, rappresenta l’apice del progetto di Dio di comunicarsi a noi, accogliendoci nella vita della trinità

La presenza reale di Cristo nel pane e nel vino consacrati – sottolineata dalla festa di oggi- è una presenza che vuole trasformarci in Lui, assimilare la nostra vita alla sua, e darci la capacità di fare comunione tra noi.

Già S.Agostino diceva che, mangiando il pane eucaristico, avviene il contrario di ciò che accade quando ci nutriamo degli altri cibi: questi sono assimilati da noi, l’Eucaristia ci assimila a sé.

E non possiamo dimenticare che la presenza di Cristo nel Sacramento è quella di Chi ha offerto tutto se stesso al Padre per la nostra salvezza. Perciò nutrirci di Cristo significa per noli partecipare di questa sua offerta: fare di tutta la nostra vita, come ha fatto Gesù, una offerta di lode al Padre e un dono per i fratelli.

No! No, non arrenderti, affidati a Dio