La causa di beatificazione di Matteo

Carissimi amici di Matteo, ogni tanto è bello scambiarci qualche bella notizia sul cammino che la causa di Matteo sta facendo a Roma.

Tutto sta procedendo bene, secondo i ritmi “romani” che nel caso di Matteo si stanno rivelando sorprendentemente rapidi; il 2019 ed il 2020 saranno certamente due anni importanti e speriamo, se è volontà di Dio, con importanti e belle novità. Aspettiamo e preghiamo.

Vi comunico che è allo studio anche un evento che potrebbe essere considerato una valida testimonianza della intercessione di Matteo presso Dio. Siamo ancora in una fase di ricerca e raccolta di prove, quindi ogni giudizio è prematuro e spetta poi solo alla Congregazione delle Cause dei Santi. Quindi invito tutti a pregare per sostenere, con l’aiuto dello Spirito Santo, il lavoro di quanti si stanno dedicando a questo delicato compito. Affidiamo tutto alla volontà di Dio e alla intercessione della Madonna tanto amata e pregata dal nostro Matteo.

Ho riletto ultimamente l’esortazione di Papa Francesco “Gaudete et Exultate” sulla chiamata alla santità; credo che il modo migliore per dimostrare il nostro affetto a Matteo sia quello di meditare questo documento che ci fa sentire i santi vicini a noi e ci impegna ad essere santi. Serve a poco limitarsi ad essere contenti che la causa di beatificazione di Matteo vada avanti bene se poi noi rimaniamo ai margini di questo cammino verso la santità e non ci sforziamo di fare almeno un po’ come ha fatto Matteo.

Papa Francesco scrive che “E’ necessario fare, ognuno a suo modo, quello che dice Gesù nel discorso delle Beatitudini. In esse si delinea il volto del Maestro, che siamo chiamati a far trasparire nella quotidianità della nostra vita”.

Interessante è l’espressione “ognuno a modo suo”, cioè ciascuno secondo la chiamata che sente in sé, il suo stato di vita, le sue potenzialità; l’importante è non vivere, come scrive il Papa, il nostro Battesimo a metà, un po’ annacquato…. Fatto sulla nostra misura!

«Lascia che la grazia del tuo Battesimo fruttifichi in un cammino di santità. Lascia che tutto sia aperto a Dio e a tal fine scegli Lui, scegli Dio sempre di nuovo. Non ti scoraggiare, perché hai la forza dello Spirito Santo affinché sia possibile, e la santità, in fondo, è il frutto dello Spirito Santo nella tua vita».

Matteo questo lo aveva capito; ha avuto anche lui i suoi momenti duri, le sue incertezze, ma aveva capito che, come suggerisce il Papa nel documento sopra citato, la strada verso la santità è quella delle Beatitudini. La dimensione della semplicità dello spirito, della povertà dello spirito come dice Gesù nel discorso della Montagna, per Matteo diventa sempre più importante: “Sarebbe bello riuscire ad essere semplici come Dio ci vuole”; questo aveva scritto in una riflessione dell’Agosto 2005. Si chiede cosa poi sia questa semplicità: sta nelle piccole cose, il sorriso di un bambino, il pentimento di un figlio che chiede perdono al padre, conclude:

«La semplicità è lo specchio del volto di Cristo; uno specchio che riflette purezza e amore, ma anche tanta forza, nella mia eterna fragilità […] La semplicità è il vento leggero con cui Dio entra delicatamente nei nostri cuori, per scatenare poi una tempesta di amore. La semplicità sta in poche parole: Dio è infinito».

E’ un sogno la semplicità evangelica, una utopia, una dimensione che solo i grandi santi riescono a raggiungere? No, la santità è adempiere alla volontà di Dio nella vita di ogni giorno:

«Come sarebbe bella una vita piena di amore (come quello trattato nell’enciclica), come quella di San Francesco: vivere come Gesù ci ha insegnato e chiesto, così che l’amore ci faccia guardare con occhi diversi ogni cosa. Beh, una vita così la auguro a tutti; io stesso la sogno, ma forse è bene staccarsi da questo “sogno”, forse è bene cercare la volontà di Dio nella semplicità di ogni giorno. Speriamo di riuscirci e di vivere il più possibile in modo a Lui gradito».

E allora, mentre viviamo con gioia e trepidazione, ogni passo verso il riconoscimento della santità di Matteo anche da parte della Chiesa, cerchiamo di essere anche noi un po’ come lui: semplici, innamorati di Dio, decisi a farci santi.

 

Dott.ssa Francesca Consolini

Postulatrice

No! No, non arrenderti, affidati a Dio